SANGUE AD HEBRON .

Oggi soldati israeliani hanno sparato sul check point di Qalandia, scontri nel villaggio di Kober al nord di Ramallah, tanti feriti, nel villaggio Ezariy ad est di Gerusalemme scontri dove un palestinese e’ rimasto gravamente ferito, scontri a Hebron…I fedeli svolgono le preghiere fuori della moschea

L’esercito israeliano svolge in maniera regolare, esercitazione militare Nella zona di Tubas, nord est Della WB , ogni anno cadono vittime palestinesi specialmente tra I bambini Nella zona perche I soldati lasciano volontariamente espolsivi Nella zona, poco fa un palestinese ha perso la vita a causa dell’esplosione di una mina.

Intanto La Comunità Palestinese a Roma e nel Lazio emette questo

Comunicato Stampa

Le forze d’occupazione israeliana ed i coloni, fuorilegge per la legalità internazionale e criminali per le azioni violente e impunite che commettono, continuano la loro aggressione armata contro il popolo palestinese.

L’esercito occupante ha attaccato la Moschea di Al’Aqsa, rompendo le sue antiche e preziose porte, saccheggiando i suoi mobili, devastando librerie ed uffici e imponendo posti di blocco con metal detector di controllo che sono un’umiliazione per ogni fedele ed un’imposizione inaccettabile in un luogo di culto che Israele offende con le sue imposizioni. Metal detector che inoltre ostacolano l’entrata e lo svolgimento del lavoro al personale e ai credenti la preghiera e, quindi, la libertà di culto.

Violando la sacralità del luogo, esercito e fuorilegge hanno inoltre voluto lanciare un messaggio ai musulmani nel mondo (un miliardo e 500 milioni!) e ai palestinesi in particolare: è arrivato il momento di confiscare la moschea, distruggerla e costruire al suo posto un tempio ebraico, quello che soddisferebbe gli integralisti ebraici che sognano di sostituire la realtà attuale e storica con la leggenda degli avi di Sion.
L’inasprimento dell’attacco israeliano viene come risposta alle numerose risoluzioni dell’UNESCO, che affermano che la moschea di Al’Aqsa è un luogo di appartenenza musulmana e senza nessun legame di diritto con gli ebrei, come in fondo hanno confermato più di 50 anni di inutili scavi e di investigazioni israeliane alla ricerca del cosiddetto tempio di Salomone.

Al’Aqsa è uno luogo sacro e vitale per i musulmani e in particolare per i palestinesi, quindi Israele deve cessare le sue continue provocazioni, le sue offese alla religione musulmana, le sue violenze contro i palestinesi che generano necessariamente esasperazione e violenza di risposta, sebbene imparagonabile per entità, e deve essere costretto dalla legalità internazionale a cessare immediatamente le sue pretese.

I palestinesi della Comunità di Roma e d’Italia, denunciano e condannano la politica criminale dei governanti d’Israele, l’aggressione dei soldati e dei coloni, responsabili dell’uccisione di decine di palestinesi in soli tre mesi, di cui 4 ragazzi tra cui un bambino solo negli ultimi due giorni e il ferimento di altri 320. Salutano con orgoglio, la resistenza eroica del loro popolo – musulmani e cristiani – per la difesa dell’Al’Aqsa e di Gerusalemme. Denunciano e condannano il silenzio, l’indifferenza e la complicità della comunità internazionale e particolarmente dell’Unione Europea e chiedono un immediato intervento per garantire la protezione dei luoghi sacri di Gerusalemme e del popolo palestinese che da più di 50 anni continua ad aspettare l’applicazione delle risoluzioni dell’ONU e della Legalità internazionale che Israele non ha mai rispettato.

La Comunità palestinese chiede il ritiro israeliano dai territori palestinesi occupati, il riconoscimento del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione e alla creazione del suo Stato libero ed indipendente sul suo territorio nazionale. Sono condizioni minime che neanche dovrebbero essere chieste in quanto sancite dal Diritto internazionale e dalle numerose Risoluzioni Onu ignorate senza alcuna sanzione da Israele. Condizioni senza il rispetto delle quali non ci sarà mai pace in Medio Oriente.

Gloria alla Resistenza e agli eroi resistenti.

Per la fine dell’aggressione e dell’occupazione israeliana.

Palestina Libera.

Roma, 22/7/2017

 

I commenti sono chiusi.