RICORDANDO VIK (da Guerrilla Radio).

“24 dicembre 2007
C’era una volta un bimbo palestinese,
proprio il riccioluto immortalato in questa foto:
Simbolo della prima intifada,
anno di sangue 1987 in Ramallah, Palestina occupata.

C’era una volta questo piccolo riccioluto, di nome Ramzi ,
che come tutti i bambini palestinesi,
passava il tempo del gioco a cercare di vendicare
le uccisioni di fratelli e amici tirando pietre ai carriarmati israeliani.

Ma quelle minuscole dita erano destinate ad altra arte che quella puttanesca della guerra,
e il suo udito già allora stendeva su spartiti di morte
i diesis dei cingolati quando stritolano un corpo umano
e i bemolle dei sibili dei proiettili quando ti sfiorano il viso come ad avvertirti che la tua ora è giunta.

Molti dei bimbi di quella prima intifada, quelli sopravissuti,

sostituirono la pietra con il kalashnikov,
non potendo utilizzare ne l’aratro ne il computer,
soffocati dalla occupazione israeliana.
Altri fecero saltare per aria la loro disperazione,
e portandosi all’inferno qualche ebreo giovane come loro si illusero di condurre il proprio popolo alla vittoria
(Solo i morti conoscono la fine della guerra).

Ramzi lasciò la pietra e incontrò la viola,
e fece della viola il suo kalashnikov.

Oggi Ramzi Abuderwan è un musicista di fama internazionale,
suona nelle più grandi orchestre europee, compresa la Mozart Orchestra di Claudio Abbado.
Ma è rimasto quel bambino riccioluto dell’intifada,
e la sua lotta continua con la musica nel nome della Palestina.
Nel 2002 fonda la fondazione “Al Kamandjati”, che in arabo significa il violinista, un’organizzazione no-profit franco-palestinese, che si occupa della creazione e della gestione di scuole di musica per bambini palestinesi che vivono nei campi profughi.
Scuole libere, gratuite e aperte a tutti, in cui la musica tradizionale palestinese si fa mezzo di espressione dell’identità di un popolo e una forma di resistenza culturale.

“A convincermi della necessità di fondare scuole di musica a Ramallah – ha dichiarato Ramzi Aburedwan – è stato il fatto di accorgermi che, dopo alcune mie esecuzioni nei campi profughi, i bambini hanno iniziato a disegnare strumenti musicali e non più carri armati. Ho capito quanto fosse facile modificare in positivo l’immaginario dei bambini.”

Favola che pare a lieto fine, come si conviene.
Ma il mondo delle favole ha un limite invalicabile, oltre il quale non è permesso sognare,
come avviene per tutti quei bimbi separati dalla vergogna del mondo dal vergognoso muro dell’apartheid israeliano.

In questi giorni Ramzi sarebbe dovuto essere a Gaza,
a sostituire nell’immaginario dei bimbi della Striscia il rumore dei cingoli con le note suadenti della sua viola.
Invece è stato fermato dai soldati israeliani che presidiano il valico di Erez e trattenuto in una caserma di Sderot.

Israele è un assassino di speranza, prima ancora di civili innocenti.
E la speranza che scorre subliminale,sotto il messaggio universale della musica,
è una strada che deve essere preclusa per ogni palestinese.
A chi muove i fili d’Israele va benissimo così, questi figli senza speranza della Palestina da grande finiranno bersaglio in movimento di un raid o si faranno saltare su un bus,
in tutti i casi saranno morti funzionali alla causa genocida dell’ occupazione.

Quei bimbi che moriranno domani stringendo una pietra
canteranno in coro un requiem di Natale per le nostre anime impietose e sorde.”
Vik alias Guerrilla Radio

Precedente NETANYAHU VUOLE SMANTELLARE L’UNRWA Successivo PER NON DIMENTICARE- 8 LUGLIO 2014