GERUSALEMME. VENERDI’ DI SANGUE

WATCH: Israeli forces attack Palestinian protesters near al-Aqsa Mosque.

Publié par Press TV UK sur vendredi 21 juillet 2017

Tre palestinesi sono stati uccisi negli scontri avvenuti a Gerusalemme est nei pressi della spianata delle moschee, dopo la decisione delle autorità dello Stato ebraico di permettere l’ingresso nel terzo luogo sacro dell’Islam esclusivamente alle persone con più di cinquant’anni di età. Secondo l’agenzia di stampa palestinese Maan una delle tre vittime è un ragazzo di 17 anni, colpito da un colono israeliano a Gerusalemme Est, nel quartiere a maggioranza araba di Ras Al-Amoud. La seconda vittima è Muhammad Abu Ghannam. Il suo corpo è stato prelevato dalla famiglia dall’ospedale Muqassed di Gerusalemme est, per impedire che fosse preso in custodia dalle autorità israeliane. Testimoni hanno infatti raccontato che la polizia israeliana hanno fatto irruzione nella clinica per arrestare i palestinesi feriti che vi erano stati portati. Il terzo palestinese ucciso, un altro diciassettenne, si chiamava Mohammed Mahmud ed è stato colpito al petto da un proiettile israeliano nel rione di Abu Dis.

La tensione, altissima, si è estesa in Cisgiordania, già teatro di proteste durante la giornata: in serata un palestinese di 19 anni, Omar al Abed, proveniente dal vicino villaggio di Kobar, è riuscito ad infiltrarsi nella colonia di Neve Tsuf e ha accoltellato quattro coloni, uccidendone tre, due uomini di 40 e 60 anni ed una donna di 40. Ferita gravemente un’altra donna di circa 60 anni. Poi il giovane è stato a sua volta ucciso a colpi di pistola.

Alla periferia nord di Gerusalemme, nel rione di a-Ram, un bambino di sette anni è rimasto intossicato da gas lacrimogeni, mentre era nelle braccia del padre. Fonti palestinesi riferiscono che le sue condizioni sono ritenute gravi.

Da tre giorni soldati israeliani impongono il controllo del metal detector per accedere nella loro moschea  , i palestinesi si rifiutano, riunendosi in preghiera fuori dalla moschea, e soldati israeliani coadiuvati da coloni armati, aprono il fuoco sulla folla: 

Sono centinaia le persone ferite da proiettili di gomma o intossicate da gas lacrimogeni. Le forze israeliane hanno impedito alle ambulanze palestinesi di raggiungere la zona degli scontri e la Mezzaluna rossa ha fatto sapere che alcuni suoi addetti sono stati colpiti da candelotti lacrimogeni. Altri incidenti si sono verificati in Cisgiordania: all’ingresso di Betlemme e al valico di Qalandya, presso Ramallah.

Sempre secondo la Mezzaluna Rossa, i feriti sono almeno 193, sia a Gerusalemme sia in Cisgiordania. Oltre 4 poliziotti, sono 41 i feriti nel centro di Gerusalemme, portati in centri di soccorso medico, in maggioranza perché sono stati colpiti da oggetti, proiettili di gomma e hanno riportato ustioni, mentre altri 31 sono stati curati sul posto. Nel quartiere di Isariya, due persone sono state ferite da munizioni vere, 10 da proiettili di gomma, 40 sono state curate per aver inalato gas lacrimogeni e ustioni. Si contano tre palestinesi morti e tantissimi feriti. I soldati israeliani hanno perfino tentato di entrare in un ospedale palestinese per imprigionarne i degenti.

Tre martiri a Gerusalemme, Mohammed Sharaf, Mohammed Abu Ghannam, il primo ucciso da un colono ebreo, il secondo da un soldato israeliano nella zona Monte degli Ulivi.

 

 

Il terzo martire palestinese  nel villaggio di Tqou’ sud est di Betlemme.

Il portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite comunica : siamo spiacenti per l’uccisione dei 3 PALESTINESI di oggi.

 

"يا شهيد ارتاح ارتاح..واحنا نواصل الكفاح"..من تشييع الشهيد محمد لافي.#جمعة_الأقصى

Publié par ‎شبكة قدس الإخبارية‎ sur vendredi 21 juillet 2017

In serata tre coloni israeliani sono stati accoltellati a morte nell’insediamento di Halamish.

Sono stati riaperti a Gerusalemme due degli accessi alla Spianata delle Moschee. Tutti gli ingressi erano stati chiusi da venerdì in seguito all’attentato in cui sono rimasti uccisi due poliziotti. La riapertura è parziale e riguarda solo le porte dove sono state rafforzate le misure di sicurezza, con l’installazione di metal detector e telecamere per l’ispezione dei visitatori. Iniziativa, questa, che ha ovviamente scatenato le proteste dei fedeli palestinesi, alcuni dei quali si sono rifiutati di entrare. “Rifiutiamo le modifiche imposte dal governo israeliano – ha detto alla stampa Sheihk Omar Kiswani, direttore del complesso di Al-Aqsa, una delle moschee della Spianata – Non entreremo attraverso questi metal detector”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha tuttavia più volte assicurato di non voler alterare in alcun modo lo statu quo (non scritto) che permette ai musulmani di accedere liberamente al sito mentre gli ebrei devono limitarsi ad ore precise e senza potervi pregare. Di fatto lo stato ebraico controlla l’accesso alla spianata ma la gestione degli edifici di culto è affidata alla Giordania.

Amman ha chiesto la “immediata e totale” riapertura del sito ai fedeli, lanciando un appello alla comunità internazionale perché intervenga sulla questione. Ieri era stato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan a chiedere la rimozione dei metal detector “vista l’importanza della spianata delle moschee per tutto il mondo musulmano” e sembrava che il premier ne stesse valutando la rimozione per oggi, giorno della preghiera del venerdì. Ma dopo le consultazioni con i capi della sicurezza e i membri del governo, Benjamin Netanyahu ha deciso di mantenerli attivi.

Nei giorni scorsi il Mufti di Gerusalemme ha ordinato che le moschee cittadine siano tenute chiuse e che i fedeli convergano invece verso la Spianata, al massimo delle loro capacità date le limitazioni imposte dalla polizia. In ogni caso, ha aggiunto, i fedeli avrebbero dovuto rifiutarsi di passare dalle porte elettroniche. Il presidente palestinese Abu Mazen ha convocato a Ramallah in Cisgiordania una riunione urgente dei vertici dell’Olp e di al-Fatah per discutere la “pericolosa escalation israeliana alla moschea al-Aqsa”. Abu Mazen è stato costretto ad abbreviare una visita ufficiale in Cina per seguire da vicino l’evolversi della crisi a Gerusalemme. In serata il presidente ha annunciato il congelamento dei contatti con le autorità israeliane fino a che non sarà risolta la crisi dei metal detector agli ingressi della Spianata.

I commenti sono chiusi.